Dialettica, scienze e logica formale
"[La] concezione [marxista della storia] mette fine alla filosofia nel campo della storia, così come la concezione dialettica della natura rende altrettanto inutile quanto impossibile ogni filosofia della natura. Da ogni parte ormai non si tratta più di escogitare dei nessi nel pensiero, ma di scoprirli nei fatti. Alla filosofia, cacciata dalla natura e dalla storia, rimane soltanto il regno del pensiero puro, nella misura in cui esso continua a sussistere: la dottrina delle leggi del processo del pensiero, la logica e la dialettica." (Engels: Ludovico Feuerbach e il punto d'approdo della filosofia classica tedesca [1886])
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"... per una concezione dialettica e ad un tempo materialistica della natura è necessario che siano note la matematica e le scienze naturali." (Anti-Duhring)
I termini che vengono qui di seguito definiti sono, in genere, di natura economico-sociale. Le definizioni sono tratte o ispirate, per lo più, dai testi di cui alla Bibliografia essenziale, ma adattate o coniate dalla redazione del blog.
Il Dizionario viene aggiornato di continuo, sia con l'aggiunta di nuove Voci, sia con la correzione e la riformulazione di quelle già presenti.
Lo sforzo, continuo, proteso alla ricerca di definizioni sempre più precise e calzanti, non è mirato ad ingabbiare la realtà ma, anzi, a disvelarne la sua infinita complessità. Pensiamo, così, di contribuire alla creazione di una "bussola" per orientarsi nel mondo in cui viviamo, per cercare di capirlo, al fine di tentare di cambiarlo, si spera in meglio.
Accumulazione: trasformazione del plusvalore (pv) in capitale. Indica il processo mediante il quale il plusvalore viene (in parte) reinvestito nella produzione (v. anche "Riproduzione allargata del capitale"). La parte percentuale del pv, che viene reinvestito, va a costituisce il saggio di accumulazione(v.).
Accumulazione (regime di): (secondo Lipietz e la "scuola francese della regolazione") modalità concreta in cui si attua l’accumulazione in un dato paese in un dato momento storico, cioè il modo in cui i singoli Stati favoriscono la realizzazione del plusvalore e il suo reinvestimento. Esempi: "fordismo" (mediante una politica di alti salari, c.d. "consumismo"); oppure "tatcherismo" (mediante contenimento dei salari, e sostegno agli investimenti mediante sussidi statali alle industrie e appalti pubblici). Ogni regime di a. è impostato su di uno schema di Riproduzione (v.).
Accumulazione flessibile: regime di accumulazione basato sulla elasticità, sia dalla parte del capitale costante (nelle sue varie manifestazioni di: “produzione snella” o lean production, toyotismo, esternazionalizzazioni o outsourcing, nomadismo aziendale o delocalizzazione), così come dalla parte del capitale variabile (flessibilità della forza lavoro, riduzione del nucleo di dipendenti stabili dell'azienda o core manpower e ricorso sempre maggiore a forza-lavoro esterna, comprendente lavoratori part- time, occasionali, temporanei, a contratto e con contratto di formazione, sviluppo della sovrapopolazione stagnante). Secondo David Harvey (La crisi della modernità, il Saggiatore, 1993) e la “scuola regolazionista francese”, questo regime avrebbe progressivamente rimpiazzato, a partire dalla prima grande recessione postbellica mondiale del 1973, i modelli di regolazione fordisti-keynesiani.
Accumulazione predatoria: (o per appropriazione) avrebbe sostituito l’accumulazione ordinaria, cioè per riproduzione allargata, sul terreno internazionale (sul terreno nazionale, v. Accumulazione flessibile). Invece di re-investire i profitti (calanti) nell’allargamento della produzione, il capitale monopolistico finanziario li utilizza per organizzare scorribande in tutte le parti del mondo nelle quali vi è abbondanza di plusvalore da incamerare, mediante vere e proprie spoliazioni di capitali più deboli (David Harvey). E’ il fondamento della forma attuale di “capitalismo parassitario”.
Accumulazione (saggio di): una volta reinvestita parte del plusvalore, e indicati con k1 e k2, il primo e il successivo costo di produzione, il saggio di accumulazione (A') è dato da (k2-k1)/k1, oppure (il che è lo stesso) da: A' = k2/k1 - 1. Con k2>k1, abbiamo una riproduzione allargata ("sviluppo"); con k2=k1, una riproduzione semplice (stagnazione); con k1>k2, una riproduzione ristretta (recessione).
Adattamento: quando una specie vivente si adatta a un determinato ambiente, mediante delle modificazioni. Se la modificazione riguarda le sue stesse caratteristiche fisiche (necessariamente di lunghissimo periodo), si parla di A. biologico; se viene modificato il modo del suo lavoro e l’organizzazione della sua vita, si parla di A. culturale.
Alienazione: senso di estraniazione, derivante dal dover compiere un lavoro, solitamente noioso e ripetitivo se non peggio, sotto la direzione e, soprattutto, a profitto di altri. In senso letterale, significa vendita, cessione ad altri della propria capacità lavorativa; per cui si ritorna se stessi solo dopo aver terminato il lavoro.
Aristocrazia operaia: termine coniato da Lenin per indicare lo strato meglio pagato della classe operaia dei paesi imperialistici, i cui alti salari poggiavano sui super-profitti derivanti dagli investimenti esteri (v. Imperialismo).
Articoli di lusso: merci non indispensabili alla riproduzione dei capitalisti in quanto tali, ma necessari in quanto spese di rappresentanza.
Azioni (titoli borsistici): quote di capitale sociali scambiate in borsa. Danno diritto a chi le acquista di partecipare a parte dei profitti delle aziende che li emettono ("dividendi").
Azioni (valore borsistico): il valore delle azioni di una società quotata in borsa oscilla tra la capitalizzazione dei dividendi (al tasso corrente d'interesse) e la capitalizzazione dei profitti; dividendi e profitti, quando non annunciati, calcolati in base alle stime e previsioni degli analisti di professione, degli "umori" e delle voci ("rumors") del mercato.
Banca: azienda che gestisce il commercio di denaro. Percepisce sia il profitto, in quanto impresa; sia l’interesse, in quanto detentrice di capitali monetari. Parte dell’interesse lo ridistribuisce ai propri clienti ("correntisti" od "obbligazionisti"), detratte spese e commissioni.
Bilancia commerciale: registra il commercio visibile, ossia importazioni ed esportazioni di merci di un singolo Stato.
Bilancia dei pagamenti: registrazione delle transazioni di un paese con il resto del mondo. In teoria, la somma delle bilance dei pagamenti di tutti i paesi dovrebbe essere pari a zero, dal momento che ai pagamenti di un paese corrispondono gli incassi di un altro. Nella realtà, invece, esiste un consistente disavanzo mondiale. La bilancia dei pagamenti (BdP) è composta da due conti principali che, per definizione, devono pareggiare: le partite correnti e i movimenti di capitale. Le partite correnti sono composte da: bilancia commerciale; partite invisibili (pagamenti e incassi per servizi, ad esempio bancari, di trasporto marittimo o turistici, ed entrate e uscite dovute a dividendi e interessi); trasferimenti privati, come le rimesse dei lavoratori residenti all'estero; e trasferimenti ufficiali come gli stanziamenti alle organizzazioni internazionali. I movimenti di capitale registrano le transazioni riguardanti le attività e le passività di un paese: ad esempio, investimenti e prestiti da e verso l'estero.
Borsa: mercato nel quale le aziende ("quotate") e lo Stato si procurano il capitale occorrente vendendo al pubblico titoli vari (detti Azioni ed Obbligazioni), promettendo in cambio il pagamento di interessi ("dividendi" o "cedole").
Caduta tendenziale del saggio di profitto (Legge della): dato lo sviluppo progressivo della produttività sociale del lavoro, che comporta un aumento del capitale costante rispetto al capitale variabile, il saggio del plusvalore (supposto costante, o anche crescente, il grado di sfruttamento del lavoro) viene espresso da un saggio generale del profitto che tende a decrescere continuamente. In altre parole, il saggio generale medio del plusvalore deve esprimersi in una diminuzione del saggio generale del profitto.
Capacità lavorativa: l’insieme delle attitudini fisiche ed intellettuali che esistono nella corporeità di un uomo, e che egli mette in movimento ogni volta che produce valori d’uso di qualsiasi genere.
Capital gain: guadagno derivante dalla vendita di azioni, quando il prezzo di vendita è superiore al prezzo di acquisto, detratte le commissioni.
Capitale (C): valore che si valorizza (v. Processo di valorizzazione). Consiste in Mezzi di produzione e Forza-lavoro.
Capitale commerciale (Cc): capitale investito nel commercio. Se di merci dicesi capitale mercantile (Cm), se di denaro capitale bancario (Cb).
Capitale costante: la parte di capitale che non cambia la propria grandezza di valore nel processo di produzione. Quindi, quella parte del valore-capitale anticipato in Mezzi di produzione, che viene trasferita nella merce dal lavoro vivo (e idoneo allo scopo).
Capitale finanziario (Cf): simbiosi di capitale monopolistico, industriale e bancario (banca-industria). Esempi storici in Italia: Comit-Ilva; Credit-Fiat; Sconto-Ansaldo; ecc. A seconda della congiuntura economica, prevale la parte industriale (autofinanziamento monopolistico) o quella bancaria (indebitamento bancario) del capitale (v. anche Holding).
Capitale (fisso/circolante): il capitale fisso (cf) è costituito da quella parte dei Mezzi di produzione che non rilascia tutto il suo valore nel singolo processo di produzione (capannone, macchinario, attrezzature e attrezzi, mezzi di trasporto). Il capitale circolante (cc) è dato dal logorio del capitale fisso, dalle materie prime e ausiliarie, che si consumano interamente nel singolo processo produttivo, oltre che dal Capitale variabile.
Capitale fittizio: è la capitalizzazione di un interesse effettivo, non scaturente da un capitale monetario reale. Es. tipico: le obbligazioni statali, il debito pubblico. In genere è la somma di denaro virtuale che rappresenta la capitalizzazione di un reddito, più o meno costante e periodico.
Capitale industriale (Ci): il capitale industriale è l’unico modo di essere del capitale in cui la sua funzione non sia soltanto l’appropriazione di plusvalore, ma contemporaneamente la sua creazione. Il Capitale(v.) che nel corso del suo ciclo complessivo assume e di nuovo abbandona le tre forme del Capitale monetario(v.), del Capitale-merce(v.) e del Capitale produttivo(v.). Industriale nel senso che abbraccia ogni ramo della produzione condotto capitalisticamente, ivi compresa l’industria dei trasporti e delle telecomunicazioni(v.).
Capitale-merce (M'): il capitale che, al termine del processo produttivo, si è trasformato, incorporato, in merci (contenenti plusvalore).
Capitale monetario (D): il capitale sotto forma di denaro. Se indugia in questa forma, si tesaurizza. Di regola serve per l’acquisto di Mezzi di produzione(v.) e Forza-lavoro(v.).
Capitale monopolistico: capitale che detiene il monopolio di un determinato settore industriale o commerciale.
Capitale multi-nazionale: centralizzazione di capitali di vari paesi. Storicamente è sempre un capitale monopolistico nazionale che investe in vari paesi, finanche a costituire la propria base operativa all’estero; oppure deriva dalla fusione di capitali monopolistici di nazioni diverse (es. Pirelli-Dunlop). La differenza specifica rispetto ad un qualunque capitale monopolistico che ha interessi anche all’estero, è che le decisioni fondamentali (marketing, produzione, ricerca) possono essere prese in una qualsiasi parte del mondo, in base alla massimizzazione del profitto e indipendentemente dagli interessi nazionali della casa madre. E’ il metodo più importante del secondo dopoguerra per reagire alla caduta tendenziale dei saggi di profitto nazionali.
Capitale produttivo: il capitale che si è trasformato, mediante l’acquisto, in Mp (Mezzi di produzione) e L (Forza-lavoro), pronto ad avviare il processo produttivo (P).
Capitalismo di Stato: è un modello di capitalismo in cui la leva dell’accumulazione originaria (generale o settoriale) è gestito prevalentemente dallo Stato, soprattutto nei settori "pesanti", nei quali occorrono grandi investimenti e i tempi di rotazione del capitale sono troppo lunghi. Si accollano i costi dell’anticipazione di capitale sulle masse popolari di uno Stato, per assicurare i futuri profitti alla borghesia nazionale.
Capitalismo monopolistico: un capitalismo diventa monopolistico quando ogni settore della produzione diventa monopolio di pochi o anche di un solo gruppo di imprese, che sono in grado – pertanto – di imporre prezzi di monopolio (e quindi di ricavarne sovra-profitti). La concentrazione produttiva così ottenuta (orizzontale, cartelli; verticale, trusts) è volta ad impedire che siano i consumatori anziché i capitalisti a trarre benefici dall’incremento della produttività del lavoro. La scienza viene progressivamente incorporata nella produzione capitalistica, acquisendo un carattere esclusivamente pragmatico. Essa viene, infatti, costruita senza coordinate che ne definiscano il valore sociale e perdendo ogni ancoraggio filosofico, viene resa compiutamente omogenea ad una utilizzazione tecnologica a scopo di profitto.
Capitalismo monopolistico di Stato: modello di capitalismo, in cui il capitale investito nei rami della produzione dei grandi mezzi di produzione, di energia, e dei trasporti strategici è per lo più, e a seconda delle circostanze, di proprietà o sotto il controllo dello Stato, che lo gestisce - in modo monopolistico - per conto della oligarchia borghese nazionale. In breve, è un sistema economico che permette la socializzazione delle perdite e, al contempo, la privatizzazione dei profitti. Quando prevale il primo aspetto, si parla e si tratta di "nazionalizzare" un intero ramo (es. ferrovie; elettricità; ecc.) o di "statalizzare" un’azienda (la vecchia Iri); quando prevale il secondo, si parla di "dismissioni" e di "privatizzazioni".
Capitalismo parassitario: modello di capitalismo in cui predomina la forma speculativa del capitale finanziario, il quale s'investe in qualunque borsa del mondo nell'acquisto di blocchi azionari di società liquide per acquisirne il controllo, spremerne la liquidità, spingendo al rialzo il valore delle azioni per poi rivenderle, dopo aver prosciugato le controllate e rapinato i risparmiatori. Tratto caratteristico del modello parassitario è la fusione di profitto, interesse e rendita, mediante l'investimento mobiliare/immobiliare del capitale finanziario, come reazione alla caduta del saggio di profitto.
Capitalizzazione: costituzione di capitale fittizio. Si "capitalizza" ogni entrata regolare periodica, calcolandola in base al saggio corrente d'interesse, come ciò che un capitale prestato a questo saggio frutterebbe.
Cartolarizzazione (in genere): operazione finanziaria (in inglese: securitization) che ha lo scopo di trasformare titoli di crediti in sofferenza (cioè, di difficile o dubbio recupero) in denaro contante. La società (di solito una banca) cede una parte dei crediti che ha coi clienti ad un ente appositamente costituito, detta società “veicolo”, la quale utilizza i crediti come garanzia per emettere delle obbligazioni, che vengono vendute a investitori istituzionali (altre banche, fondi, società finanziarie, ecc.). I rimborsi alle scadenze vengono effettuati mediante gli incassi derivanti dalla riscossione dei crediti. La banca cedente riceve, così, soldi freschi e a costi inferiori. Il costo è inferiore in quanto il tasso obbligazionario è inferiore a quello creditizio: se, ad es., il cliente paga il prestito il 2% in più del tasso Euribor a sei mesi e la banca deve coprire il prestito comprando titoli di debito con un differenziale (spread) dello 0,50%, il bond viene emesso con uno spread dello 0,30%. Così la banca risparmia lo 0,20%, e in più ha denaro contante in cassa subito.
Cartolarizzazione immobiliare: operazione di cartolarizzazione effettuata cedendo ad una società veicolo (es. “Scip1, Scip2, Scip3”) immobili che vanno a garantire una emissione obbligazionaria, la quale verrà coperta dai proventi della vendita degli immobili stessi. Il proprietario immobiliare incassa subito denaro fresco, risparmia i costi di mediazione, scarica i costi di manutenzione sugli acquirenti, ed evita i rischi di adempimento delle compra-vendite. In caso di bisogno, prosegue nell’uso dell’immobile come inquilino. Ottima operazione parassitaria soprattutto per chi, come Tronchetti Provera cede, nella veste di Telecom, gli edifici sociali a se stesso, nella veste di Pirelli Real Estate; incamerando denaro fresco come Telecom e assicurandosi gli affitti periodici, pagati dall’inquilino Telecom (cioè da noi utenti), come Pirelli Real Estate.
Cartello: legame monopolistico che unisce imprese operanti nello stesso ramo produttivo (concentrazione orizzontale della produzione).
Centralizzazione (di capitali): riunisce in una sola mano più capitali frazionati, già formati e funzionanti. Processo di annessione di aziende da parte di un’altra azienda. Non è detto che modifichi la composizione organica del capitale così centralizzato.
Ciclo (economico): Questa la definizione di ciclo economico proposta da Mitchell (1927): "... un ciclo consiste in espansioni, che avvengono quasi contemporaneamente in molte attività economiche, e da riprese che poi confluiscono nella fase di espansione del ciclo successivo; questa successione di mutamenti è ricorrente ma non periodica ...".
I cicli (secondo una distinzione proposta da Schumpeter) si distinguono in:
- brevi, (cicli di Kitchin) di durata mediamente pari ai quaranta mesi;
- medi, (cicli di Juglar) di durata compresa tra sette e undici anni;
- lunghi, (cicli di Kondratiev) di durata secolare.
Solo quelli del primo tipo rientrano nell’ambito della congiuntura economica. Le loro caratteristiche generali sono essenzialmente:
1. diffusione, nel senso che la fase di espansione o di recessione deve riguardare un numero sufficientemente ampio di attività economiche e non essere ristretta ad alcune imprese o settori;
2. alternanza delle fasi di espansione e recessione;
3. ricorrenza delle alternanze.
Circolazione del capitale: trasformazione del capitale produttivo in capitale merce e di quest’ultimo in capitale monetario, per poi mutare di nuovo forma in capitale produttivo e così via.
Classe (sociale): l’insieme delle persone caratterizzato dalla propria collocazione sociale rispetto alla produzione di plusvalore e alla sua ripartizione. Per cui avremo: la classe operaia è quella che produce il plusvalore, ne assicura la realizzazione o l'incameramento; la classe borghese quella che lo incamera e se lo ridistribuisce al suo interno (il profitto agli imprenditori; l’interesse ai capitalisti o ai rentiers finanziari; la rendita ai proprietari terrieri ed immobiliari; le imposte allo Stato e alle sue articolazioni ). Tutti coloro che vivono del proprio lavoro, sfruttando se stessi, fanno parte della piccola-borghesia, in quanto godono solo indirettamente e non necessariamente del plusvalore complessivo sociale (attraverso ad es. i servizi pubblici). La media-borghesia si caratterizza come percettrice di frazioni o del profitto o dell’interesse o della rendita o delle imposte pubbliche.
Classe operaia: l’insieme dei lavoratori salariati attivi. Comprende i salariati dell’industria, dell’agricoltura, del commercio e dei servizi (pubblici e privati).
Colonialismo: rapporto tra due Stati in cui il primo (colonialista) domina il secondo (colonia), direttamente o indirettamente, sfruttandolo come fornitore di materia prima e prodotti agricoli a basso prezzo, e mercato di sbocco per le proprie merci industriali. Storicamente si designa, col termine di "colonizzazione", il trasferimento di parte di una nazione in territori a bassa densità demografica, di solito mediante lo sterminio fisico e culturale delle popolazioni indigene (spagnoli nelle americhe; inglesi nel nord-america; israeliani in Cis-giordania; ecc.).
Composizione di valore del capitale: il rapporto tra la parte variabile e costante del capitale produttivo. Aumenta con l’aumento proporzionale del capitale costante.
Composizione organica del capitale: la sua composizione di valore, nella misura in cui è determinata dalla sua composizione tecnica e la rispecchia.
Composizione tecnica del capitale: il rapporto tra la massa dei mezzi di produzione usati da una parte, e della quantità di lavoro (forza-lavoro) necessaria per il loro uso dall’altra.
Comunismo (movimento): come movimento reale è l’insieme delle lotte ingaggiate dal proletariato per liberarsi dalla schiavitù salariale.
Comunismo (società): la società comunista si caratterizza per la completa socializzazione dei mezzi di produzione e per l’assenza di classi sociali.
Concentrazione (di capitali): processo di accumulazione che porta ad un aumento della composizione organica del capitale.
Consumo (individuale): processo mediante il quale la merce, una volta acquistata dal compratore finale, si spoglia definitivamente del proprio Valore di scambio (v.) e viene, appunto, consumata solo in quanto Valore d’uso (v.). Il ciclo mercantile complessivo è: produzione, circolazione, distribuzione, consumo.
Consumo (produttivo): utilizzo delle merci (Mp + L) nel processo produttivo.
Contadini: lavoratori delle campagne. Si suddividono in: lavoratori indipendenti (coltivatori diretti; imprenditori agricoli; mezzadri) e dipendenti (braccianti; salariati agricoli).
Cooperazione semplice: coordinamento del lavoro di operai ex-artigiani, sotto la direzione del capitale, che lascia inalterato nel complesso il modo di lavorare del singolo. V. Manifattura.
Corporate governance: (governo societario) modalità di regolazione dei rapporti tra la proprietà (azionisti) e la gestione (amministratori) delle società per azioni quotate in borsa. Vi sono principalmente quattro modalità: la public company (anglosassone), il patto di sindacato, le scatole cinesi (all’italiana) e la proprietà di maggioranza (o familiare). Nella public company, la proprietà è talmente diffusa che non vi sono azionisti che la controllino e che possano allearsi per il controllo della società: la gestione è nelle mani dei manager, nominati dai fondi d’investimento e pensionistici. Nella p.c. alla tedesca, gli azionisti delegano alle banche la nomina dei manager. Col patto di sindacato, azionisti di riferimento (cioè, che hanno una quantità di azioni insufficiente per il controllo) si alleano tra loro, raggiungendo la quota di controllo (di solito, tra il 30 e il 50%). Nelle scatole cinesi, un gruppo finanziario, neppure di riferimento, ottiene il controllo con una minima percentuale di azioni, mediante partecipazioni a cascata e l’indebitamento bancario. Nella proprietà di maggioranza, una famiglia detiene più del 50% delle azioni e controlla la Spa soprattutto, ma non solo, mediante suoi componenti.
Corso forzoso: non convertibilità tra la moneta e l'equivalente in metallo prezioso (oro e/o argento, di solito) in un sistema monetario di tipo Gold standard (ancorato all’oro).
Coscienza di classe: in genere, l’avere una chiara percezione di qual è la propria collocazione nella società, di quali sono i propri interessi e il proprio ambito. Per il proletario, di chi sono i suoi sfruttatori, e della necessità di lottare contro di essi.
Costi di circolazione: tutti i costi che, scaturendo solo dal mutamento di forma della merce, non aggiungono valore a quest'ultima. Costi, cioè, che rincarano le merci, senza aggiungere loro valore d'uso. Si distinguono in:
- costi puri di circolazione (tempo di compera e di vendita; contabilità; costi di produzione e sostituzione del denaro);
- costi di conservazione (formazione di scorte in generale; scorta di merce vera e propria;
- spese di trasporto (assortimento; imballaggio; assicurazione; movimentazione).
Costo di produzione: v. Prezzo di costo.
Crisi: è una interruzione/rallentamento del ciclo economico. Può avvenire nel ciclo del capitale produttivo (crisi produttiva), allorquando il capitale merce realizzatosi in denaro non si ri-converte in mezzi di produzione e forza-lavoro, inceppandosi così il processo della ri-produzione. Si ha crisi commerciale allorquando il capitale-merce, già trasformato in capitale monetario dai produttori, giace invenduto nei magazzini dei grossisti, quindi ristagna nel mercato (non viene venduto e consumato). Quando il capitale-merce, invece, non riesce a trasformarsi in capitale monetario, e quindi giace nei magazzini dei produttori, si ha la crisi di sovra-produzione. La crisi monetaria (o di liquidità) avviene quando il capitale-merce si trasforma solo virtualmente in capitale monetario, ma non in denaro (i titoli di credito non vengono onorati).
Crisi ciclica: crisi momentanea, contrassegnata da una riproduzione rattrappita, di ristrutturazione e preparazione ad una nuova fase di riproduzione allargata.
Crisi strutturale: crisi produttiva causata dall’eccessivo livellamento del saggio di profitto, dovuto alla sproporzione tra capitale costante e capitale variabile. Il capitalismo può uscirne, e di solito ne esce se il proletariato non ne approfitta, disinvestendo, chiudendo stabilimenti, e attuando rivoluzioni di processi e di prodotti, oppure mediante guerre locali.
Crisi generale: crisi strutturale, generalizzata su scala mondiale, complicata dall’intervento attivo della classe operaia e del proletariato di uno o più nazioni, che ne approfitta per tentare di rovesciare il sistema capitalistico, il quale cerca di uscirne mediante guerre generalizzate.
Crisi (teorie della): sono principalmente tre.
- 1. Teoria della "sproporzione": la contraddizione è insita nella stessa circolazione semplice delle merci (tra compera e vendita), e nelle metamorfosi della circolazione capitalistica, accentuata dall’anarchia del mercato (Marx, Libro 1° e 2°). Per Engels, Kautsky, Lenin, la sproporzione concerne soprattutto il rapporto tra I e II sezione della produzione sociale e, in genere, è una conseguenza dell’anarchia della produzione capitalistica. Secondo Tugan-Baranovskij, sarebbe invece l'anarchia nell'allocazione della forza-lavoro che conduce al disequilibrio nello sviluppo dei diversi settori.
- 2. T. del "sottoconsumo": per Marx (Libro 3°, V, 30) “La causa ultima di tutte le crisi effettive è … sempre la povertà e la limitazione di consumo delle masse in contrasto con la tendenza della produzione capitalistica a sviluppare le forze produttive ad un grado che pone come unico suo limite la capacità di consumo assoluta della società”. Varianti di teorie sotto-consumistiche sono state elaborate da C.Schmidt, L.B.Boudin, P.Baran, P.Sweezy, N.Moszkowska. Secondo la Luxemburg, la realizzazione è possibile solo finchè esistono settori e stati non-capitalistici.
- 3. T. della "sovra-produzione" o della "sovra-accumulazione": la contraddizione è insita nel processo produttivo stesso, nel rapporto tra capitale costante e variabile. La sfera della realizzazione è solo un momento della circolazione del capitale: in quella sede non è possibile risolvere le crisi strutturali, solo quelle cicliche. Il problema cruciale è la caduta tendenziale del saggio di profitto (Dobb, Mattick, Yaffe, Shaikh). Negli anni '70, una leva di economisti radicali (Glynn, Sutcliffe, Rowthorn, Boddy e Crotty) propose la teoria del "profit squeeze", secondo la quale la caduta del saggio di profitto non è attribuibile alla crescita della composizione organica del capitale (che la svalorizzazione del capitale costante può contrastare indefinitamente), ma alle difficoltà nel contenere la crescita del capitale variabile (i salari), agli ostacoli che la piena occupazione e la forza della classe operaia danno all'aumento della produzione e della produttività (base teorica dell'operaismo).
Deflazione: in genere, politica economica tesa alla riduzione dei prezzi dei mezzi di sussistenza; in realtà, politica di riduzione dei salari reali mediante il congelamento dei salari nominali e i licenziamenti.
Diritto: codificazione dei rapporti di forza tra le classi sociali.
Disoccupato / Disoccupazione: v. Esercito industriale di riserva.
Distribuzione: indica il processo di suddivisione (ripartizione) del prodotto sociale tra le varie classi (capitalisti, proprietari fondiari, operai, ecc.). Interviene subito dopo la Circolazione (v.) e immediatamente prima del Consumo (v.).
Dittatura del proletariato: esercizio del potere politico ad opera di un partito che rappresenta il proletariato rivoluzionario.
Divisione generale del lavoro: indica la separazione della produzione sociale nei suoi grandi generi, come agricoltura, industria, ecc.
Divisione del lavoro in particolare: ripartizione dei generi di produzione in specie e sottospecie.
Divisione del lavoro in dettaglio: la divisione del lavoro entro una fabbrica.
Divisione internazionale del lavoro: la divisione del lavoro tra le nazioni (es. nazioni produttrici di mezzi di produzione e nazioni produttrici di mezzi di sussistenza; ecc.).
Divisione sociale del lavoro: limitazione degli individui a sfere professionali particolari, che ha come punto di partenza la divisione fisiologica del lavoro (per sesso ed età). Essa è condizione d’esistenza della produzione delle merci, benché la produzione delle merci non sia inversamente condizione d’esistenza della divisione sociale del lavoro. A fondamento di ogni divisione del lavoro sviluppata e mediata attraverso lo scambio di merci, è la separazione di città e campagna, ed il loro antagonismo. L’intera storia economica delle società si riassume nel movimento di questo antagonismo.
Divisione territoriale del lavoro: vincola branche particolari della produzione a distretti particolari di un paese.
Dumping: la pratica di vendere ad alto prezzo (in condizioni di monopolio) nel mercato interno per poter vendere a basso prezzo nei mercati esteri.
Esercito industriale di riserva: la sovrapopolazione operaia, di pertinenza esclusiva del capitale, sempre pronto ai suoi bisogni immediati di valorizzazione.
Finanziarizzazione (dell’economia): v. Capitalismo parassitario; Accumulazione predatoria.
Fondo di accumulazione monetario: la forma di denaro che l’accumulazione possiede temporaneamente.
Fondo di mezzi di acquisto e di pagamento: una parte del capitale monetario in funzione, le cui parti entrano in funzione soltanto in differenti termini di tempo una dopo l’altra.
Fondo di riserva: è il fondo di accumulazione monetario che viene adoperato per prendere il posto del capitale monetario o di una parte di esso, per equilibrare perturbazioni del ciclo.
Fordismo: indica una organizzazione del lavoro di fabbrica basata sulla catena di montaggio; nonché più in generale - una politica economico-sociale basata sul sostegno dei consumi (cioè dell’accumulazione capitalistica) mediante alti salari (es. USA e parte dell’Europa occ., tranne la GB, dal 1945 al 1965).
Formazione sociale: modello di società basato su di un determinato Modo di produzione.
Forza-lavoro: la capacità lavorativa ridotta a merce. Il suo Valore d’uso è l’idoneità a lavorare (a far bene il suo lavoro); il suo Valore di scambio è dato dal tempo medio sociale occorrente a produrre i suoi Mezzi di sussistenza.
Forza produttiva (del lavoro): potenza produttiva con cui è impiegata una data quantità di lavoro. Esprime la quantità di valori d’uso prodotta in una data quantità di tempo (o nell’unità di tempo). Si può rappresentare quale rapporto tra la quantità di valori d’uso prodotti e la quantità di tempo di lavoro impiegata per produrli. (Fpl = Vu/TL).
Forze produttive (materiali): l’insieme di tutte quelle forze materiali che servono a produrre le risorse di una determinata società (Mezzi di produzione e lavoratori).
Giornata lavorativa: la durata oraria giornaliera in cui opera il produttore. Si divide in ore di Lavoro necessario e ore di Plus-lavoro.
Grande industria: (v. anche Cooperazione semplice; Manifattura). Grande azienda industriale che utilizza macchinari, con una elevata composizione del capitale.
Guerra: qualunque conflitto violento tra Stati, o tra gruppi economici e sociali.
Guerra coloniale: guerra di conquista coloniale ("guerra dell’oppio" per la conquista della Cina; la guerra di spartizione dell’Africa nella seconda metà dell’Ottocento; la guerra di Etiopia e Abissinia per l’Italia; ecc.).
Guerra anti-coloniale: reazione armata contro la dominazione coloniale (Cina contro Giappone, inizio secolo; Congo contro Belgio; Algeria contro Francia; ecc.).
Guerra di indipendenza nazionale: (es. Italia dell’Ottocento contro gli austriaci; oggi, Ceceni contro Russi, afgani e irakeni contro Usa-Gb).
Guerra imperialistica: guerra di aggressione di uno Stato imperialista nei confronti di altro o altri Stati, di solito nei confronti di potenze regionali, o locali, oppure di Stati oppressi.
Guerra inter-statale: conflitto armato tra due o più Stati.
Guerra civile: una lotta di classe di natura violenta.
Guerra commerciale: misure statali di protezionismo o di dumping nei confronti di altri Stati .
Guerra difensiva: difesa armata di uno Stato aggredito militarmente da una potenza imperialistica, regionale o locale. Es. Vietnam da Francesi prima e Usa poi; Libano da Israele; Afghanistan da Russia prima (1979-1989) e Usa poi (2001-2003); Irak da Usa e Gb (2003).
Guerra economica: qualunque conflitto tra gruppi economici.
Guerra rivoluzionaria: esportazione armata di una rivoluzione (v. campagne napoleoniche).
Holding: società finanziaria a capo di un gruppo (omogeneo) di imprese.
Imperialismo: fase del capitalismo, in cui il monopolio sostituisce la libera concorrenza. Si caratterizza per l'esportazione di capitale finanziario da parte di uno Stato in un altro Stato. Se lo Stato importatore è, o diviene, capitalisticamente più debole, tende a dipendere sul piano economico e, indirettamente, anche sul piano politico dallo Stato esportatore.
Impoverimento crescente (legge dello): indica la tendenza al contenimento dei salari per mantenere e accrescere il Saggio di profitto. Si accompagna alla tendenza, parallela, alla compressione dei prezzi agricoli, che contribuiscono alla formazione del valore della forza-lavoro. E’ la conseguenza, sociale, della produzione di Plusvalore assoluto. Classe operaia e contadini, nel loro insieme, e a livello mondiale, vengono sospinti nella povertà e nell’indigenza.
Industria delle comunicazioni: branca del Capitale industriale nella quale il risultato del Processo di produzione non è una merce (materiale), bensì il processo stesso di trasmissione o trasporto. Si divide in Industria dei trasporti (per merci e persone), e in Industria delle telecomunicazioni (trasmissione di comunicazioni, lettere, telegrammi, fax, dati, ecc.). Ciò che l’Industria delle comunicazioni produce e vende è il cambiamento di luogo, il movimento nello spazio.
Inflazione: aumento dei prezzi dei mezzi di sussistenza, superiore all’aumento dei salari. E’ una tipica contromisura capitalistica alla diminuzione del saggio di profitto, derivante dalla diminuzione del plusvalore, in quanto consente il rigonfiamento della massa di profitto.
Innovazione di processo: (in preparazione)
Interesse ( z ): parte del profitto che spetta al capitale in quanto tale. Si distingue dal profitto d’impresa quando l’imprenditore capitalistico prende a prestito il capitale. V. Interesse (saggio dell’).
Interesse (saggio dell’): è determinato dalla concorrenza. Non esiste un saggio generale d’interesse. Gli Stati impongono, di tanto in tanto, un tasso legale, come tasso corrente. Le banche centrali, dal canto loro, fissano tassi di riferimento per la vendita di denaro alle singole banche.
Istinto di classe: è il ("sesto") senso di orientamento degli sfruttati e degli oppressi. Permette loro, indipendentemente dal grado di istruzione, di comprendere chi fa i loro interessi e chi li calpesta. E’ così importante che ogni classe dominante dedica molte energie e tempo a confonderlo, soffocarlo e deviarlo. Ciò vale a maggior ragione per l’Odio di classe.
Lavoro: attività in cui un gruppo di individui si procura il necessario per vivere tramite una cooperazione intelligente dei suoi membri, la quale presuppone, da parte di almeno alcuni di essi, l’utilizzazione di strumenti materiali fabbricati per potenziare la capacità di azione degli organi naturali (v. Strumenti di lavoro).
Lavoro astratto: il lavoro come pura erogazione di attività lavorativa in generale; "spesa di muscoli e di cervello" in genere.
Lavoro concreto: lo stesso lavoro in quanto possiede una concreta attitudine a produrre merci di qualità differenti.
Lavoro domestico: è in genere lavoro che, se svolto dai familiari stessi (di solito dalle "donne di casa") produce solo valori d'uso, beni e servizi che vengono consumati all'interno della famiglia. Non producendo merci il lavoro domestico familiare non può essere retribuito in quanto tale, ma è e resta una componente del valore della forza-lavoro del familiare che si offre al capitale. Il lavoro domestico gratuito della moglie permette al capitalista di sotto-pagare l'operaio, quindi contribuisce ad aumentare il saggio di plusvalore, cioè di sfruttamento, ma solo indirettamente, cioè spremendo non l'operaio ma sua moglie.
Lavoro necessario: è il lavoro occorrente per produrre i mezzi di sussistenza necessari al lavoratore.
Lavoro semplice: è il Lavoro medio sociale.
Lavoro potenziato: Lavoro di importanza specifica superiore. Detto anche complesso. E’ l’estrinsecazione d’una Forza-lavoro nella quale confluiscono costi di preparazione superiori (alla media), la cui produzione costa più Tempo di lavoro, che quindi ha un valore (di scambio) superiore a quello della Forza-lavoro semplice, di cui è un multiplo.
Lavoro improduttivo: attività lavorativa che non produce profitto per il capitale.
Lavoro produttivo: nel senso della produzione capitalistica, è il lavoro salariato che produce profitto per il capitale.
Lavoro morto: il lavoro del passato, incorporato nei mezzi di produzione, nei semi-lavorati, nelle merci finite.
Lavoro vivo: il lavoro del presente, nel concreto svolgersi del processo di valorizzazione.
Legge (in genere): ripetizione costante di un certo fenomeno.
Legge (in diritto) traduzione normativa dei rapporti sociali fondamentali (proprietà privata; famiglia monogamica; Stato) e dei rapporti di forza che si determinano, di volta in volta, tra le classi sociali, e all’interno della classe dominante.
Leverage: (leveraged buy out, o “all’italiana”) tradotto in italiano, scalata a debito. Strumento di ingegneria finanziaria, che consente a soggetti dotati di limitate risorse finanziarie di acquisire il controllo di una grande società utilizzando la leva finanziaria dell’indebitamento. Il “leveraged buy out” è un’acquisizione di impresa che lascia l’azienda acquisita con un rapporto di indebitamento più elevato di quanto non fosse prima dell’operazione. Si utilizzano, quindi, i flussi di cassa dell’impresa acquisita per ripagare i capitali presi a prestito e i relativi interessi. In genere è strutturato come segue. La società A di nuova costituzione, ottiene un finanziamento (ad esempio, da una banca), per acquisire le quote della società B. Successivamente la società A incorpora la società B, e con i redditi prodotti dalla gestione dell'attività, rimborsa il finanziamento alla banca (es. fusione Olivetti-Telecom).
(Neo-) Liberismo: lasciare che la dinamica economica faccia il suo corso, inteso come un adeguamento alle esigenze di valorizzazione del capitale, brutalmente imposto dalle forze del mercato. Programma e ideologia che acquista significato e importanza nei periodi di crisi strutturale.
Logomachia: discussione in cui gli interlocutori usano gli stessi termini in sensi differenti.
Manifattura: officina nella quale i particolari lavori parziali vengono suddivisi fra diversi operai, e l’operaio stesso viene trasformato in motore automatico d’un lavoro parziale. La forza produttiva che deriva dalla combinazione dei lavori appare come forza produttiva del capitale. L’operaio, prima indipendente (v. Cooperazione semplice), viene assoggettato al comando e alla disciplina del capitale (v. Sottomissione formale del lavoro al capitale), le quali – a loro volta – danno vita ad una graduazione gerarchica fra gli operai.
Materia prima: oggetto di lavoro già filtrato mediante lavoro precedente, usato nella trasformazione produttiva. In una economia sviluppata, le stesse merci diventano, a loro volta, materia prima in processi produttivi successivi (semi-lavorati). Il lavoro vivo idoneo ne trasferisce sia il Valore d'uso sia il Valore (di scambio) nel neo-prodotto.
Materie ausiliarie: lubrificanti, illuminazione, riscaldamento; ogni mezzo ausiliario al processo produttivo vero e proprio, o utilizzato come forza motrice (combustibile). Il lavoro vivo idoneo ne trasferisce solo il Valore nel neo-prodotto, non il Valore d'uso che viene esaurito nel o dal processo lavorativo.
Mercantilismo: politica economica di uno Stato a protezione del capitalismo nazionale, mediante pratiche di protezionismo quali il dumping, tasse sull’importazione, sussidi all’esportazione, ecc.
Merce: bene o servizio dotato di un Valore d’uso e di un Valore di scambio.
Mezzi di sussistenza: le merci occorrenti per produrre e riprodurre l’operaio in quanto operaio (cibo, indumenti, abitazione, ecc.); nonché il capitalista in quanto capitalista.
Mezzo di lavoro: una cosa, o un complesso di cose, che il lavoratore inserisce fra sè e l'oggetto di lavoro e che gli serve da conduttore della propria attività su quell'oggetto (capannone, macchinari, utensili).
Mezzo di produzione: ogni strumento idoneo ad essere utilizzato dal lavoratore per operare determinate trasformazioni della natura, o di altre merci. Comprende anche le Materie prime(v.) e le Materie ausiliarie(v.), nonché il contenitore, l’ambiente produttivo (il "capannone", ecc.). Serve a creare risorse che la natura non offre direttamente (primo es. storico: il fuoco).
Modo di produzione: (in generale) il modo in cui gli uomini si associano tra loro in rapporto ai Mezzi di produzione, per produrre (v. Produzione). Il modo particolare nel quale viene realizzata questa unione tra lavoratori e Mezzi di produzione distingue le varie epoche economiche della struttura della società.
Modo di produzione (storicamente determinato): il modo in cui determinati Mezzi di produzione sono (stati) utilizzati nell’ambito di determinati Rapporti (sociali) di produzione, ad un certo livello di sviluppo delle Forze produttive.
Moneta: segno (convenzionale) del denaro. Si divide in moneta metallica e carta-moneta. La carta-moneta, a sua volta, può essere a corso legale (la legge regola il suo riferimento all’oro) o a corso forzoso (lo Stato impone un valore fittizio). Oggi appare anche sotto forma di moneta scritturale (conto corrente bancario), elettronica (es. carte di credito) e virtuale (conti e movimenti on line).
Monetarismo: teoria economica secondo cui, per una sostanziale stabilità del sistema economico, lo stato non deve adottare politiche di bilancio, fiscali o monetarie. Il suo unico ruolo è quello di garantire la libera concorrenza e il libero formarsi di prezzi e salari. La disoccupazione, dal canto suo, non dipende da situazioni congiunturali ma, insieme alla crescita, tende nel lungo periodo ad avvicinarsi a un suo "saggio naturale". Secondo la teoria economica e monetaria della “scuola di Chicago” (Milton Friedman), la circolazione monetaria influisce direttamente sul livello dei prezzi, sugli investimenti e sul reddito. Il suo motto è: “facile fare peggio del mercato, difficile fare meglio”.
Monopolio: posizione dominante da parte di una impresa sulle concorrenti, di solito mantenuta mediante la leva statale (v. anche Capitalismo monopolistico di Stato).
Monopsonio: tipo di mercato caratterizzato dalla presenza di un solo compratore di fronte a una pluralità di venditori. Monopsonista è il compratore (esclusivo) che è in grado di fissare il prezzo delle merci acquistate.
Obbligazioni (titoli borsistici): prestiti richiesti dalle aziende e dallo Stato tramite la Borsa. Danno diritto ad un interesse fisso periodico ("cedola").
Odio di classe: l’odio profondo, sotterraneo o manifesto, che nutre e coltiva una classe sociale sfruttata e/o oppressa nei confronti dei suoi sfruttatori ed oppressori. E’ il carburante della lotta di classe, e la miccia esplosiva di ogni rivoluzione sociale. Ogni classe dominante dedica le sue migliori energie (uomini e mezzi) a controllarlo, blandirlo, deviarlo o reprimerlo.
Oggetti di lavoro: tutte le cose che l'uomo si trova davanti per natura e che il lavoro non fa che sciogliere dal loro nesso immediato con l'orbe terracqueo (v. anche Materia prima).
Oligarchia finanziaria: gruppo ristretto di famiglie borghesi di un dato paese che detiene la proprietà e/o il controllo della maggior parte del capitale finanziario nazionale; al punto da condizionare, direttamente o indirettamente, tutta la vita economico-sociale-culturale e politica di quello Stato.
Oligopolio: situazione di monopolio condivisa (non da una sola ma) da un numero ristretto di imprese (v. anche Cartello).
Operaismo: teoria e tendenza politica secondo la quale la lotta operaia per l’aumento del salario e la riduzione della giornata lavorativa, riducendo il saggio - e comprimendo la massa - del plusvalore, mette in crisi il capitalismo, portandolo al collasso. Gli operaisti fanno leva sulla spontaneità e l’auto-organizzazione operaia, cioè sul volontarismo come forza motrice della lotta di classe e della rivoluzione, e osteggiano la formazione del partito rivoluzionario. L’operaismo è, in ultima analisi, una variante povera dell’idealismo.
Pauperismo: Il frammento inferiore della sovrapopolazione relativa. Prescindendo dai vagabondi, delinquenti, prostitute, in una parola dal sottoproletariato, questo strato sociale consiste di tre categorie: 1) persone capaci di lavorare; 2) orfani e figli di poveri; 3) gente finita male. Si tratta di individui mandati in rovina in conseguenza della fossilizzazione legata alla divisione del lavoro: oppure di mutilati, malati, vedove, ecc. Il pauperismo costituisce il ricovero degli invalidi dell’esercito attivo e il peso morto dell’esercito industriale di riserva. La sua produzione è compresa nella formazione della sovrapopolazione relativa e costituisce perciò insieme a questa una condizione di esistenza della produzione capitalistica e dell’aumento della ricchezza.
Plus-lavoro: il lavoro eccedente quello occorrente al lavoratore per produrre i propri mezzi di sostentamento.
Plus-prodotto: prodotto eccedente i mezzi di sussistenza necessari al lavoratore.
Plus-profitto: profitto eccedente il profitto medio (incluso nel prezzo di produzione).
Plusvalore: il valore della merce prodotta dall’operaio che eccede il valore della parte costante e variabile del capitale trasmesso e riprodotto dall’operaio stesso. E’ il valore corrispondente al tempo di plus-lavoro, cioè al tempo eccedente quello necessario per riprodurre, nella merce prodotta, il valore anticipato dal capitalista. Pertanto, la giornata lavorativa si divide in: tempo di lavoro necessario e tempo di plus-lavoro, quantificabile in ore (e minuti). V. Plusvalore assoluto; Plusvalore relativo; Plusvalore (ripartizione); Plusvalore (saggio del); Plusvalore (massa di).
Plusvalore assoluto: il plusvalore prodotto mediante il prolungamento della giornata lavorativa o l'intensificazione dei ritmi di lavoro (c.d. "riduzione tempi morti" o velocizzazione della lavorazione).
Plusvalore relativo: il plusvalore nascente dall’accorciamento del tempo di lavoro necessario e dal corrispondente cambiamento delle parti costitutive della giornata lavorativa, cioè dall'aumento della produttività del lavoro. (V. anche Innovazione di processo.)
Plusvalore (ripartizione): il plusvalore si ripartisce in Profitto e Rendita fondiaria.
Plusvalore (saggio del): rapporto percentuale tra plusvalore e capitale variabile (pv/v), detto anche "saggio di sfruttamento".
Plusvalore (massa di): si ottiene moltiplicando il saggio del plusvalore per il capitale variabile complessivo impiegato (Pv = pv/v x V).
Populismo: tendenza politica piccolo e media borghese che pone al posto della questione sociale la questione nazionale, spostando così il piano del conflitto dalla lotta di classe alle rivalità locali e nazionali. Prolifera nei periodi di crisi economica e sociale.
Possesso integrato (quota di): la quota di possesso integrato è la percentuale di utile e di patrimonio netto che attraverso la catena di controllo risale dalla società che stà più in basso a quella che sta in cima alla piramide di controllo (v. Scatole cinesi). Ad es., Tronchetti Provera possiede solo il 0,3% della Telecom Italia, ma la controlla. Negli anni ’90, De Benedetti aveva il 13% del suo gruppo; gli Agnelli il 15% della Fiat; Ferruzzi il 19% della Montedison.
Potere contrattuale (dei lavoratori): rapporto di forza operaio sul mercato del lavoro (es. contratto nazionale di lavoro) e nel luogo di lavoro (es. contratto aziendale).
Potenza: quantità di lavoro fornita da un motore nell’unità di tempo.
Prassi (o Praxis): è la pratica sociale, il lavoro collettivo. La prassi economica, è il lavoro sociale storicamente determinato a seconda dei Modi di produzione.
Premio di maggioranza: la maggiorazione del prezzo delle azioni, rispetto alle quotazioni correnti, che chi assume il controllo di una società è disposto a pagare.
Prezzo: forma di denaro delle merci, in genere (in pratica, espressione monetaria del valore di una merce). Di solito indica il prezzo finale di vendita di una merce, pima del suo consumo.
Prezzo del suolo: è determinato dalla rendita capitalizzata, relativa al terreno dato. Pertanto, è di regola inversamente proporzionale al saggio d'interesse, ma direttamente proporzionale all'interesse del capitale incorporato nella terra.
Prezzo di costo: comprende la parte di capitale costante consumato nella produzione ((logorìo macchinari e attrezzi + materie prime e ausiliarie), cioè il Capitale costante [circolante] più il Capitale variabile. Si indica in k = c + v. Il prezzo di costo è il Capitale circolante dal punto di vista della produzione; mentre, viceversa, il Capitale circolante è il prezzo di costo dal punto di vista della circolazione.
Prezzo di produzione: è l’espressione monetaria del valore medio di una merce, e si indica in k + pm (profitto medio).
Prezzo di mercato: è l'adattamento del prezzo di produzione alle concrete condizioni di mercato. Può identificarsi con lo stesso, come può (e di solito lo fa) discostarsi sia in difetto (vendita sotto-profitto) sia in eccesso (sovra-profitto).
Processo lavorativo: il processo mediante il quale gli uomini (in ogni forma sociale) mediano, regolano e controllano il ricambio organico fra se stessi e la natura. I momenti semplici del processo lavorativo sono la attività conforme allo scopo, ossia il Lavoro stesso, l’Oggetto del lavoro e i Mezzi di lavoro.
Processo di creazione di valore: è il Processo lavorativo dal punto di vista della conservazione e trasformazione del Valore di scambio. Il suo limite naturale è il tempo di Lavoro necessario.
Processo di valorizzazione: il Processo di creazione di valore prolungato al di là del tempo di Lavoro necessario.
Processo di produzione di merci: è unità di Processo lavorativo e di Processo di creazione di valore.
Processo di produzione capitalistico: unità di Processo produttivo e di Processo di valorizzazione (del Capitale).
"Prodotto interno lordo" (Pil): risulta dalla somma di consumi, investimenti, spesa pubblica e commercio estero. E’ una categoria dell’economia borghese, che può servire, indirettamente e approssimativamente, a misurare il livello e l’andamento della Riproduzione complessiva del capitale sociale di ogni singolo paese.
Prodotto lordo: elementi materiali che costituiscono il capitale costante (circolante) e il capitale variabile, + il plusprodotto.
Produttività del lavoro: rapporto tra la quantità di risorse prodotte da un gruppo sociale e la quantità di tempo socialmente necessario per produrle.
Produzione: creazione di risorse economiche non direttamente offerte dalla natura, mediante il lavoro (sociale).
Produzione (naturale/mercantile): la produzione è "naturale" se crea beni atti a soddisfare direttamente i bisogni del produttore e che, solo saltuariamente ed eccezionalmente, vengono scambiati (baratto); è "mercantile" se i beni prodotti sono destinati, esclusivamente o prevalentemente, allo scambio (vendita).
Profitto (p): la parte di plusvalore che resta al capitale, detratta la rendita fondiaria ( p = pv - r). V. Profitto (saggio del). Il profitto si ripartisce in Profitto d’impresa e Interesse del capitale. E' lordo, poiché deve pagare ancora le imposte allo Stato.
Profitto commerciale: profitto che spetta al commerciante di merci (detto anche profitto mercantile), o di denaro (profitto bancario), calcolato mediante il Saggio medio del profitto, in base all’ammontare del capitale anticipato. V. anche Profitto d’impresa.
Profitto complessivo: equivale al plusvalore complessivo.
Profitto d’impresa: la parte di profitto che spetta all’imprenditore (industriale e commerciale), detratto l'interesse che spetta al capitalista vero e proprio. [In linguaggio tecnico, viene definito "margine operativo", o Ebit (Earnings before interest and taxes), oppure Ebitda (margine operativo lordo). Detratti interessi, imposte, accantonamenti e varie, resta l’"utile netto"].
Profitto medio: profitto d'impresa + interesse; oppure, plusvalore - rendita.
Profitto (saggio del): il rapporto percentuale tra plusvalore e capitale industriale [costante + variabile: p' = pv /(c+v)]. V. Caduta tendenziale del saggio di profitto (legge della).
Profitto (saggio generale del): Pm’= pv / C, rapporto tra il plusvalore complessivo sociale e il capitale (industriale) complessivo sociale.
Profitto (saggio medio del): è il saggio del profitto calcolato sul capitale complessivo, quindi industriale (Ci) e mercantile (Cm) [pm’ = pv / (Ci + Cm)]. Pertanto, è inferiore al Saggio (generale) del profitto, che si determina nella produzione.
Proletariato: classe sociale che comprende classe operaia attiva, giovani in cerca di prima occupazione salariata, disoccupati ed ex lavoratori pensionati. Proletario, in senso stretto, è chi spende tutto il proprio reddito in mezzi di sussistenza immediata, propria e dei familiari. Il salariato, proprietario di casa, così come l'artigiano e il contadino poveri, proprietari degli strumenti di lavoro, sono più propriamente semi-proletari.
Proprietà (in genere): monopolio personale (persona privata o giuridica) di disporre di determinati beni ad esclusione delle altre persone. Negli Stati della fase monopolistica del capitalismo, la proprietà privata soffre limitazioni rispetto alla proprietà monopolistica di Stato, quale riflesso della prevalenza dell'oligarchia finanziaria sulle altre frazioni della borghesia e della sua dittatura sulle masse.
Proprietà fondiaria: proprietà di determinate frazioni del pianeta, come sfera esclusiva della propria (della persona privata o giuridica) volontà. V. sopra.
Protezionismo: politica commerciale di protezione delle industrie nazionali più importanti, mediante l’imposizione di alti dazi all’importazione.
Rapporti di distribuzione: le forme in cui gli uomini si relazionano nella Distribuzione.
Rapporti di produzione: le forme in cui gli uomini si relazionano nella Produzione.
Realizzazione (problema della): per poter procedere all’Accumulazione, occorre realizzare, cioè vendere il Capitale-merce, al suo Prezzo di produzione, trasformando così tutta la Merce prodotta, compreso il Plus-prodotto, in Capitale monetario, pronto a ritrasformarsi in Capitale produttivo. Il problema risiede nel fatto che, onde consentire la riproduzione allargata del capitale, occorre che il mercato sia in grado di assorbire (cioè, richiedere e pagare) una quantità crescente di merci, e da dove i compratori possano reperire i mezzi aggiuntivi di pagamento. Quando il mercato interno è saturo, si ha la c.d. crisi di sovraccumulazione: il capitale più grande offrirebbe la stessa massa di plusvalore che in precedenza. La prosecuzione dell’accumulazione dovrebbe condurre a una svalutazione del capitale e a una forte caduta del tasso di profitto.
Recessione: si ha quando la Riproduzione del capitale complessivo sociale è rattrappita, cioè diminuisce rispetto al periodo o ciclo precedente. Tecnicamente si usa parlare di R. dopo che per almeno due trimestri il Pil è negativo.
Reddito lordo: salario + profitto + rendita.
Reddito netto: profitto + rendita (cioè il plusvalore).
Regolazione (in genere): ripristino della redditività, della produzione e dell’accumulazione mediante processi di svalutazione, adeguamenti della struttura dei prezzi, ristrutturazioni nell’ambito della produzione, dislocamenti sul mercato mondiale, ecc.
Regolazione (modo di): secondo la "scuola francese della regolazione", un "modo di regolazione" è l’insieme delle forme istituzionali, dei sistemi, delle norme esplicite o implicite che assicurano la compatibilità dei comportamenti sociali nel quadro di un regime di accumulazione(v.), in conformità allo stato dei rapporti sociali e attraverso le contraddizioni e il carattere conflittuale dei rapporti tra gli agenti e le classi sociali (es. regolazione del rapporto salariale; degli investimenti; dei rapporti monetari; delle forme degli interventi statali in genere).
Regolazione (regime di): un regime di regolazione consiste, facendo riferimento alla scuola di pensiero nota come scuola della regolazione (Aglietta, 1976, 1997), in una serie di misure in grado di regolare i comportamenti di tutte le categorie di individui — capitalisti, lavoratori, dipendenti statali, finanzieri e tutti gli altri agenti politico-economici — e che permettono al regime di accumulazione di continuare a funzionare e di riprodursi. In genere, queste misure si materializzano attraverso norme, consuetudini, leggi, reti di regolazione, e sono gli strumenti attraverso i quali una società capitalistica è in grado di garantire un certo livello di coerenza dei comportamenti individuali rispetto alle aspettative di riproduzione del capitale. Questo insieme di norme e processi socio-economici, espliciti o interiorizzati, viene definito modo di regolazione.
Rendita attuale: (o complessiva) deriva dalla somma della Rendita differenziale(v.) e quella assoluta(v.), ossia dalla differenza tra valore di mercato e prezzo di costo.
Rendita fondiaria ( r ): parte del plusvalore che spetta al proprietario del terreno. Si divide in Rendita assoluta e Rendita differenziale.
- Rendita assoluta: deriva dalla differenza tra valore individuale e prezzo di costo, quando vi è eccedenza tra valore e prezzo di produzione. La proprietà fondiaria, non appena la produzione richiede terra sia per l’agricoltura sia per l’estrazione di materie prime, impedisce il livellamento al profitto medio tra i capitali investiti nella terra e si appropria di una porzione del plusvalore che altrimenti parteciperebbe al livellamento che porta al saggio generale del profitto. La rendita assoluta, costituisce, pertanto, una parte del valore, più specificamente del plusvalore delle merci, che, invece di toccare alla classe dei capitalisti che l’ha estorta ai lavoratori, tocca ai proprietari fondiari, che la estorcono ai capitalisti.
- Rendita differenziale: (differenza tra valore di mercato e valore individuale) deriva dal plus-profitto che il proprietario di una forza naturale limitata nelle sue dimensioni, separabile dal suo capitale e monopolizzabile (es. una cascata), può ricavarne. E’ differenziale poiché essa non entra come un fattore determinante del prezzo di produzione della merce, ma lo presuppone. Può essere il risultato della diversa produttività di investimenti eguali di capitali su terre aventi superfici eguali, ma fertilità differente (prima forma). Oppure sorgere da successivi investimenti di capitali nella stessa terra (seconda forma).
La rendita di aree fabbricabili è regolata dalla rendita agricola vera e propria. Questa forma di rendita si distingue per l'influenza predominante che la posizione esercita sulla rendita differenziale. In molti casi è preponderante il prezzo di monopolio, particolarmente per lo sfruttamento spudorato della miseria.
Nella rendita mineraria, idem come sopra. Si caratterizza anche lei per la tangibile e totale passività del proprietario: nel caso delle miniere, soprattutto, la sua attività consiste unicamente nello sfruttare il progresso dello sviluppo sociale al quale egli non contribuisce e per il quale non rischia nulla.
Riproduzione: P ... M’- D’- M (L + Pm) ... P . Rappresenta il ciclo periodico del processo produttivo, che non si esaurisce nella produzione del primo lotto di merci, ma ogni volta riprende il suo corso. La riproduzione riguarda sia ogni singolo capitale individuale sia il capitale complessivo sociale.
- 1) Riproduzione semplice: il plusvalore viene speso interamente in beni di consumo e articoli di lusso per il capitalista e la sua famiglia. (Oppure, viene tesaurizzato come fondo di ammortamento e/o di assicurazione?). Il ciclo riprende allo stesso livello quantitativo/qualitativo (P ... P).
- 2) Riproduzione allargata: parte del plusvalore prodotto nel precedente ciclo produttivo viene successivamente re-investita nell’acquisto di maggior capitale costante e (in minor misura) variabile. Il ciclo successivo risulta, così, incrementato ( P ... P’ ).
Riproduzione (schema di): rapporto storicamente determinato tra le due sezioni della produzione complessiva sociale (Sezione I: mezzi di produzione; Sezione II: mezzi di consumo). Si possono avere, di volta in volta, rapporti "estensivi" (crescita parallela delle due sezioni, "fordismo"); "intensivi" o nella I ("economia di guerra", "reaganomics", "thatcherismo") o nella II ("consumismo").
- 1) Riproduzione semplice (Schema di):
I ) P1: c1 + v1 + pv1
II) P2: c2 + v2 + pv2
Condizione di equilibrio: v1 + pv1 = c2 (la somma di tutti i nuovi valori prodotti in un dato periodo deve equivalere al valore lordo dei mezzi di consumo).
- 2) Riproduzione allargata (Schema di):
I ) P1: c1 + v1 + ac1 + av1 + b1 (notazione di Bucharin)
II) P2: c2 + v2 + ac2 + av2 + b2
Condizione di equilibrio: v1 + b1 + av1 = c2 + ac2 (la crescita della domanda e la crescita della capacità produttiva dovrebbero andare di pari passo). [b1 = pv consumato, prima e poi, cioè sia nel ciclo precedente sia in quello successivo].
Rivoluzione (economico-sociale): movimento di massa che scardina una formazione economico-sociale e la sostituisce con un’altra, più avanzata sul piano dello sviluppo delle forze produttive.
Rivoluzione industriale: processo di trasformazione dell'economia che ha condotto storicamente il settore industriale a diventare il più importante nella produzione di merci, superando il settore agricolo, nel passaggio dalla manifattura alla macchinofattura. Da un punto di vista tecnologico, la Rivoluzione industriale si caratterizza per il trasferimento delle capacità lavorative dall’operaio alla macchina: prima, dalla mano dell’operaio alla macchina utensile; successivamente, dal piede (forza motrice) dell’operaio alla macchina mossa dal vapore. La prima "rivoluzione" industriale parte dal 1735, anno in cui John Wyatt brevetta la prima macchina per filare. Nel 1784 Watt brevetta la sua seconda macchina a vapore, a doppio effetto, come "agente generale della grande industria". Negli anni 1804-1814, si passa dalla prima locomotiva al mondo di Trevithick a quella perfezionata da Stephenson: così, dal 1815 si usa datare la seconda “rivoluzione” industriale (v. Cronologia). La “terza r.i.” sarebbe quella informatica, caratterizzata dal trasferimento delle funzioni di coordinamento e di controllo e delle capacità lavorative intellettuali (esecutive) ai computer.
Rotazione (del capitale): il ciclo del capitale, considerato non come fatto isolato ma come processo periodico. La durata della rotazione è data dalla somma del suo Tempo di produzione e del suo Tempo di circolazione. Questa somma di tempi costituisce il tempo di rotazione del capitale.
Salario: espressione monetaria del valore della forza-lavoro, prezzo di mercato della Forza-lavoro (salario nominale). Il salario reale indica il potere d’acquisto del salario, in termini di quantità reali di merci acquistabili. Il salario relativo indica la parte del valore prodotto dal lavoro necessario rispetto al plusvalore creato dall’operaio (v. anche Plus-valore relativo).
Scambio ineguale (teoria dello): particolare teoria dell’imperialismo (v. soprattutto Emmanuel), che vede lo sfruttamento dei paesi meno sviluppati ad opera di quelli più sviluppati connesso fondamentalmente al meccanismo dell’interscambio mercantile tra parti del sistema produttivo mondiale, a differente composizione organica del capitale, con trasferimento di plusvalore (pluslavoro) dai primi ai secondi paesi, con un meccanismo analogo alla perequazione dei saggi medi di profitto tra seconda e prima sezione negli schemi della Riproduzione del capitale
Scatole cinesi: un sistema di società a cascata che consente ad un unico soggetto di acquisire il controllo di un grande gruppo con una quantità esigua di capitale. Con poche decine di milioni versati nella società che sta in cima alla catena, si arriva a controllare per gradini successivi un gruppo grande come la Telecom. Il soggetto che sta al vertice di questo sistema a cascata riesce a comandare sulla massa di capitale che sta alla base, versata da una miriade di risparmiatori, pur avendone impegnata di suo una quantità minima (nel caso Ti, 1/600). Se tutte le società che formano la cascata fossero fuse in una, il controllo si spezzerebbe e il soggetto che prima si trovava in cima alla piramide precipiterebbe al fondo.
Schiavo: il produttore di merci che è esso stesso merce.
Sfruttamento: in generale indica l’estorsione di Plus-lavoro da parte dei proprietari dei mezzi di produzione nei confronti dei lavoratori (schiavi; servi della gleba; contadini-servi africani, asiatici, meso-americani; operai salariati).
Signoraggio: la differenza fra il valore legale di una moneta (quello impresso, per intenderci) e i suoi costi di produzione. L'espressione risale ai secoli scorsi, quando i sovrani facevano coniare monete d'oro o argento cui attribuivano un valore nominale superiore a quello del metallo di cui erano fatte. Il signoraggio, dunque, indicava (e in parte indica tuttora) il guadagno dello Stato che emette la valuta. Gli Usa, ad esempio, per stampare una banconota da un dollaro spendono poco meno di 5 centesimi: questo significa che il governo, ogni volta che emette un biglietto verde, si appropria di 0,95 dollari, che può impiegare per acquistare beni e servizi, o colmare il debito pubblico.
Sottomissione formale (del lavoro al capitale): il lavoro operaio è subordinato al capitale, pur mantenendo le proprie caratteristiche (abilità, modalità, ecc.). Caratterizza il processo di produzione del plusvalore assoluto.
Sottomissione reale (del lavoro al capitale): il lavoro operaio è completamente sussunto al capitale, perdendo ogni identità, in quanto il capitale rivoluziona da cima a fondo i processi tecnici del lavoro e la sua organizzazione sociale. Caratterizza il processo di produzione del plusvalore relativo e, quindi, il modo di produzione specificamente capitalistico.
Sovrapopolazione (relativa): eccesso di popolazione rispetto al capitale variabile. Può consistere, tanto di operai disoccupati, quanto di operai che incontrano difficoltà ad essere occupati attraverso i normali canali di sfogo. Essa si presenta permanentemente in tre aspetti: fluttuante, latente e stagnante.
- A) Fluttuante
Nei centri industriali moderni (fabbriche, manifatture, fucine e miniere) gli operai vengono, ora respinti, ora attratti in massa maggiore, benché in numero decrescente alla scala di produzione.
- B) Latente
Nella misura in cui il capitale si impadronisce della campagna cala in modo assoluto la domanda di operai agricoli. Una parte della popolazione rurale si trova costantemente sul punto di passare o fra il proletariato urbano o fra il proletariato di tutte le altre occupazioni industriali non agricole.. Questa sorgente di sovrapopolazione scorre permanentemente. Inoltre il suo costante rifluire verso la città presuppone nella stessa campagna l’esistenza di una sovrapopolazione latente, che si rivela in tutta la sua ampiezza, allorquando i canali di sbocco si ingrossano e l’attraggono in massa. Il salario agricolo viene così depresso al minimo e l’operaio si trova costantemente con un piede dentro la palude del pauperismo.
- C) Stagnante
La sovrapopolazione stagnante è costituita dagli operai attivi, che hanno però un’occupazione irregolare. Essa offre al capitale un serbatoio inesauribile di forza-lavoro sempre pronta. Le condizioni di vita di questa frazione della sovrapopolazione scendono al di sotto del livello medio della classe operaia, Proprio ciò ne fa la manodopera adatta a particolari rami di sfruttamento del capitale. Parlando del lavoro a domicilio non si è trattato che di questa parte della forza-lavoro. Ma essa è alimentata principalmente, dagli operai messi in sovrannumero nella grande industria e nella grande agricoltura.
Il volume di questa forma di sovrapopolazione cresce col crescere dell’accumulazione e partecipa all’aumento della classe operaia in proporzione maggiore degli altri elementi componenti. Per essa vale l’insulsa legge della produzione capitalistica secondo cui: non soltanto la massa delle nascite e dei decessi, ma anche la grandezza assoluta delle famiglie è in proporzione inversa del livello del salario, ossia dei mezzi di sussistenza di cui dispongono le differenti categorie operaie.
Sovraprofitto monopolistico: il “controllo” o l’eliminazione della concorrenza, del libero flusso dei capitali, permette ai settori monopolistici di non partecipare al livellamento generale del saggio di profitto. Dovendo far fronte all’aumento della composizione organica del capitale e ai rischi crescenti di ammortamento del capitale fisso, in un periodo di inevitabili crisi periodiche, il capitalismo dei monopoli mira anzitutto alla difesa ed all’aumento del saggio di profitto dei trust. Così si stabilisce un saggio di profitto monopolistico superiore al saggio medio di profitto. Così, il sovraprofitto monopolistico deriva da un rialzo del prezzo di vendita al di sopra del prezzo di produzione; oppure, oppure da vantaggi di produttività.
Stagflazione: fase economica in cui alla stagnazione produttiva si accompagna l’inflazione. E’ una reazione capitalistica alla riduzione del saggio di profitto derivante dalla sovraccumulazione (aumento del Capitale costante) tesa ad aumentare artificialmente la massa di profitto, mediante distruzione di capitale unita all’aumento dei prezzi dei mezzi di sussistenza.
Stagnazione: riproduzione semplice del capitale complessivo sociale (v.).
Stato: (in prep.) apparato di potere di una classe sociale per il dominio sulle altre classi della società, e per la conservazione e lo sviluppo della propria sovranità (stato antico-orientale o asiatico; stato schiavista; stato feudale; stato borghese nazional-rivoluzionario, coloniale, imperialistico).
Stock option: forma di compensazione che dà ai manager il diritto di comprare le azioni dell'impresa in cui lavorano ad un prezzo predeterminato, e generalmente per un periodo di dieci anni. I vantaggi di questo meccanismo retributivo sono molteplici. Anzitutto, se l'azienda ha successo e il valore delle sue azioni aumenta, il manager guadagna la differenza tra il prezzo "predeterminato" e il prezzo effettivo nel momento in cui esercita la sua opzione d'acquisto. Un altro vantaggio è la conseguenza di tipo "culturale" che questo comporta: i manager si sentono molto legati al destino della loro azienda, si sentono tutti potenzialmente degli imprenditori coproprietari di un pezzo d'azienda, e quindi sono pronti a sacrifici notevoli: la loro dedizione, la loro produttività, il loro spirito competitivo e la loro voglia di innovare vengono esaltati da questa logica capitalistica. Parallelamente c'è un vantaggio per le imprese: proprio perché offrono le stock option possono pagare stipendi inferiori a quelli che dovrebbero offrire per reclutare gli stessi talenti senza stock option, e questo è utile soprattutto per le start up (le imprese appena nate) che hanno buone idee e tante speranze ma poco cash. Questo beneficio però si fonda in larga parte su un privilegio normativo: le imprese finora non sono tenute a conteggiare il costo delle stock option alla stregua dei costi salariali. Sono un costo invisibile, come tali quindi non incidono sui profitti. E quando le aziende, dopo aver distribuito le opzioni, fanno dei buyback riacquistando azioni proprie per evitare un'eccessiva diluizione del capitale, neanche i buyback devono essere conteggiati come costi. Questo privilegio ha fatto sì che per le stock option sia stata coniata l'ironica definizione di "immacolata compensazione".
Strumenti di lavoro: strumenti artificiali fabbricati per potenziare la capacità di azione degli organi naturali.
Struttura (economico-)sociale: fondamento economico di una società, costituito dal livello di sviluppo raggiunto dalle Forze produttive e dalle forme assunte dai Rapporti di produzione.
Sviluppo ineguale (legge dello): il capitalismo si sviluppa a ritmi diversi nei singoli paesi. La diversità dei ritmi di sviluppo è marcata nell’età dell’imperialismo.
Taylorismo: organizzazione del lavoro di fabbrica basata sullo studio scientifico dei tempi e dei metodi (detta anche "organizzazione scientifica del lavoro").
Tecnocrazia (o governo dei tecnici): il governo della società viene affidato agli esperti e sottratto ai politici. Le tecniche della mediazione, del consenso e della legittimazione dello sfruttamento, vengono sostituite dai metodi diretti, senza mezzi termini, all’aumento dello sfruttamento stesso. I governi dei tecnici sono di solito governi interinali, di breve durata, che hanno come compito specifico quello di riavviare il processo di accumulazione inceppato, o adottare in genere misure economiche sgradevoli per le masse. Quando queste forme di governo si reiterano e si prolungano nel tempo, diventano l’anticamera di forme dittatoriali di dominio borghese.
Tempo di circolazione: durata di permanenza del capitale nella sfera della circolazione (anche tempo di giro). E’ formato dal tempo di acquisto e dal tempo di vendita.
Tempo di lavoro: periodo di vera e propria attività lavorativa, che può venire interrotta per esigenze della produzione stessa di un determinato articolo (es. fermentazione; raffreddamento; invecchiamento; ecc.). Per cui il TdL è minore o al massimo eguale al TdP. Si calcola moltiplicando la durata della giornata lavorativa per il numero degli occupati.
Tempo di produzione: durata di permanenza del capitale nella sfera della produzione. E’ costituito dalla somma del periodo di lavorazione vero e proprio col periodo di “maturazione” del prodotto.
Terziarizzazione: processo di trasformazione dell'economia nei paesi imperialisti che porta alla prevalenza delle attività improduttive (commerciali, servizi privati e pubblici) su quelle produttive, che sono state e/o vengono trasferite all’estero, (soprattutto le attività manifatturiere nei paesi in cui il saggio di sfruttamento della forza-lavoro è più alto, le imposte più basse, le normative anti-infortunistiche ed ecologiche blande o del tutto assenti).
Toyotismo: organizzazione del lavoro di fabbrica basata sulle "isole di montaggio" e sui robot.
Trust: legame che unisce imprese operanti in rami produttivi diversi, ma di cui ciascuna rappresenta un mercato per l'altra (concentrazione verticale della produzione).
Utile di fondazione: la differenza (se positiva) tra il valore di mercato di un'azione e il suo valore di emissione.
Valore (di scambio): riferito a Merce(v.). Esprime la quantità di Lavoro(v.) socialmente necessario a produrre una determinata merce. La grandezza di valore è data dal tempo di lavoro occorrente per fornire un Valore d’uso (v.); la sostanza di valore è data dal lavoro utile e mediamente abile.
Valore di mercato: il valore di una merce che si crea per l'effetto della concorrenza nella medesima sfera di produzione, come determinazione del valore della merce in quella sfera mediante il tempo di lavoro richiestovi in media.
Valore d’uso: l’idoneità di una determinata merce a soddisfare bisogni umani.
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Elenco delle abbreviazioni salienti e delle formule principali
A': saggio di accumulazione ( A' = k2/k1 - 1 )
ac: accumulazione di capitale costante (notazione Bucharin)
av: accumulazione di capitale variabile (idem)
b: consumo personale della popolazione non proletaria (idem)
C: capitale complessivo ( C = c + v), anticipato in ogni singolo processo produttivo
Cb: capitale bancario
cl: capitale circolante ( cl = lf + mp + ma + L )
c: capitale costante ( c = lf + mp + ma)
Cf: capitale finanziario ( Cb + Ci )
cf: capitale fisso (mi + mc). V. anche ml
Ci: capitale industriale
Cm: capitale mercantile
CT: capitale complessivo anticipato per avviare il processo produttivo (CT = Mp + V)
d : denaro (oro)
D: capitale monetario
FpL: forza produttiva del lavoro (FpL = Vu/T)
k: prezzo di costo ( k = c + v )
L: forza lavoro
lf: logorìo del capitale fisso ( lf = cf/n, ove 1/n è il tasso di logorìo )
M: capitale merce
m: merce
ma: materie ausiliarie
mc: macchinari e attrezzature
mi: immobilizzi (terreno, capannone)
ml: mezzi di lavoro (ml = mi + mc)
mp: materie prime
Mp: mezzi di produzione ( Mp = ml + mp + ma )
MdP: modo di produzione
P: capitale/processo produttivo
pv: plusvalore ( pv = ac + av + b [notazione di Bucharin])
Pv: massa di plusvalore (Pv = pv/v x V)
p: profitto
pm: profitto medio
pv’: saggio del plusvalore ( pv’= pv / v )
p’: saggio del profitto ( = pv / C )
pm’: saggio medio del profitto [ pm’= pv / (Ci + Cm) ]
pg': saggio generale del profitto (pg' = pv/Ci)
r: rendita fondiaria
s: grado di composizione organica del capitale (s = v/c)
TL: tempo di lavoro (TL = h x nL)
v: capitale variabile ( valore di L )
V: valore di una merce ( V = k + pv )
Vm: prezzo di mercato
Vp: prezzo di produzione ( Vp = k + pm )
Vf: prezzo di vendita finale
Vu: valore d'uso di una merce
z: interesse
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- V. anche: Dizionario enciclopedico marxista

01 presentazione
02 0 la dialettica
02 1 hegel
03 il materialismo
04 materialismo dialettico
05 materialismo storico
06 economia politica
07 0 le scienze
07 1 0 la fisica
07 1 1 grandi fisici
07 2 bio chimica
07 3 psico logia
07 4 antropologia
07 5 tecnologia
07 6 alimentazione
07 7 urbanistica
07 8 climatologia
07 9 linguistica
08 la logica
09 0 matematica
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